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Le 5 cose che un Fornitore non deve mai fare

12 febbraio 2017

Questa settimana sono stata parecchio in giro e quando guido o sono in viaggio penso e rielaboro un po’ gli avvenimenti appena accaduti e non.

Poiché ero in giro per lavoro, mi è capitato di pensare alle cose che non sopporto nei fornitori e nei clienti. Perché si sa, siamo tutti fornitori e clienti in fondo, no?

Quindi, eccovi la mia lista, scherzosa, delle 5 cose che un fornitore non deve mai fare con me.

Buona lettura!

 

  1. “Vorrei parlare con il titolare”  – Ecco, questa mi manda davvero in bestia. Caro Fornitore, è l’azienda che sceglie chi è il tuo interlocutore, non tu. In più così dicendo, stai in qualche modo svalutando i miei collaboratori, quasi che tu non li ritenga degni di parlare con te. Ma queste sono valutazioni che facciamo noi, il tuo Cliente, non tu. Se già questo non bastasse, in pratica stai decidendo che poiché siamo una piccola azienda, allora non abbiamo un’organizzazione. Mi spiace deluderti, ma da noi si applica il sacro concetto del Divide et Impera.Quindi, chiedi piuttosto con chi puoi parlare, fidati, davvero, parti meglio.
  2. La combo diabolica: email + telefonata – Sembrerà strano, ma c’è ancora gente che ti manda una mail per poi chiamarti 10 secondi dopo aver premuto il tasto invia, chiedendoti cosa ne pensi della loro proposta.
    Carissimo Fornitore, io ti voglio bene, i tuoi prodotti sono anche ottimi, ma davvero, il mio scopo nella vita è fare i miei di prodotti e non aspettare una tua email. E anche se la stessi aspettando, o mi scrivi o mi chiami. Entrambi no, davvero.
  3. “Entro oggi” – Ecco, quando sento questa frase mi viene un brivido. Il Fornitore medio Italiano ha uno strano concetto delle scadenze (spesso autoimposte). Quando ti dicono così, stai sereno che li dovrai rincorrere per ottenere l’informazione/la merce di cui hai bisogno. Che poi spesso a te serve solo una data (reale però!) per poter programmare le varie attività che compongono un progetto. Una data che però deve essere reale. Quindi non dirmi “entro oggi” se già sai che dovrò aspettare una settimana. Dimmi la verità, conviene ad entrambi: io non ti stresserò ogni ora domani e tu potrai lavorare tranquillamente e al meglio.
  4. Il dettaglio fa la differenza –  Caro il mio Fornitore, a questo punto l’avrai capito che hai a che fare con una rompi….., quindi, sappi che se decidiamo una cosa in fase di contratto, poi non puoi fare che dimenticarla, casualmente, in quanto per te poco importante. Se te l’ho chiesto è perché lo voglio. Se me lo scrivi è perché lo fai. Se no tieniti la tua fornitura che io cerco qualcun altro.
  5. Il Suq – Caro Fornitore, l’avrai capito quando hai vagato per 40 minuti in mezzo alle risaie che qui non siamo in un suq. Le trattative melodrammatiche che forse (FORSE) andavano bene negli anni ’80, lasciamole al passato. Siamo persone serie. Tutti dobbiamo guadagnarci. Puoi smettere la commedia del “prezzo solo per te”, del “centesimo in più”, non fare il furbo, perché il mondo delle PMI in Italia è piccolo e come diceva una volta Faletti, la gente mormora.
  6. (Bonus Track) Giovane non vuol dire ciula – Quando si entra in azienda da me, l’età media è bassa (per lo standard Italia). Ecco, evita di guardarti attorno con lo sguardo del lupo nel gregge di pecore. Vedi di prendere sul serio i miei collaboratori o io non prenderò sul serio i tuoi prodotti e la tua Azienda. Perché vedi, Fornitore, tu per me sei la tua Azienda quando vieni da me e se non rispetti il mio team, vuol dire che la tua Azienda non rispetta la mia e che quindi i prodotti che ci fornirai saranno scadenti o non del livello che richiediamo. Se ti chiedono qualcosa, non puoi ignorarli. Oggi siamo piccoli, domani non si sa.

 

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