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L’assalto ai #campioncini

21 marzo 2015

Questa settimana ho scoperto un nuovo mondo là fuori, su Facebook. Robe che in 20 e passa anni di internet mai avrei immaginato a tali livelli…

L’accattonaggio digitale.

Tutto è cominciato con uno o due messaggi sulla pagina Facebook della mia azienda. Ragazze, donne che chiedevano dove trovare i nostri nuovi prodotti.

Erano probabilmente le apripista.

Siamo stati letteralmente sommersi da una continua corrispondenza cmd+c-cmd-v (o per i winzoz user ctrl+c-ctrl+v).

Centinaia di richieste tutte uguali nella sostanza e a volte anche nella scrittura, che ci chiedevano campioni gratuiti da recensire.

Il leitmotif era sempre lo stesso:

  • – brevissima presentazione in cui la questuante di turno si presentava come blogger
  • – indicazione del gruppo facebook da lei creato e mantenuto e già con x mila iscritti
  • – richiesta di campioni di prodotto in cambio di visibilità sulla pagina

a volte, un blog su blogspot o sui blog di giallozafferano.

Interessante notare come quelle con blog su giallozafferano fossero le più sgamate e quindi per “lapsus” all’interno del messaggio, facessero intendere che l’eventuale recensione/ricetta sarebbe stata pubblicata sul sito madre.

Devo ammettere di essere rimasta spiazzata.

Aprendo i link che postavano però e facendo un breve giro su pagine e blog, era facile accorgersi che fossero solo specchietti per allodole.

Nelle pagine, le persone erano sempre nello stesso numero ed i commenti esterni erano sempre del tipo “ti ho messo like, ora mettilo tu a me qui …”. Nessun commento pertinente sulle “recensioni”.

Nei blog, a parte i gravi svarioni grammaticali (“h” esaurite in tutte le tastiere e congiuntivi nascosti nei bunker), stessa storia: community G+ con sempre le stesse facce e zero commenti.

Per spirito umanitario (metti mai che a qualcuna fosse venuto in mente di usare google), abbiamo iniziato a rispondere a tutte chiedendo l’invio di un media kit che ci potesse far rendere conto di chi avevamo davanti.

Delle centinaia di richieste arrivate, nessuna e ripeto nessuna, ha aperto google e digitato media kit. Tutte hanno risposto chiedendo cos’era.

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Alla nostra risposta, le reazioni erano disparate:

  • – chi (yuppieeee!) ringraziava e desisteva perché:
    •  + troppo difficile creare un media kit
    •  + eravamo i primi chiederlo e non sarebbe servito in altri momenti
  • – chi rispondeva copia incollando esattamente la stessa trafila del primo messaggio
  • – chi si arrabbiava perché “mica sono un’agenzia io” o perché “ma ho letto un post in cui si parlava dei vostri prodotti”

Ecco, con queste ultime ammetto di aver perso la pazienza. Si, lo so, non bisogna mai farlo, ma vi assicuro che a leggere certe risposte, forse solo Gandhi poteva resistere.

Eccovi la risposta inviata (in più di un’occasione):

Gentilissima XXX,
Siamo una piccola realtà, partita da poco nella realizzazione di prodotto a nostro marchio e con mezzi limitati.
L’invio compulsivo di “campioni” è per noi estremamente dispendioso non solo da un punto di vista economico ma anche logistico e umano (in ufficio siamo pochi).
Nell’ultima settimana abbiamo ricevuto CENTINAIA di richieste come la sua, supportate solamente da una pagina Facebook in cui (sempre gli stessi) utenti scrivono solo per richiedere like e ri share di articoli scritti ad hoc per ricevere campioni.
Personalmente sono stata una blogger anch’io e le assicuro che è tutt’altra cosa.
La pratica è sinceramente svilente non solo dal punto di vista dell’azienda ma anche di chi un blog lo segue seriamente e ne fa un lavoro.
La nostra richiesta di un media kit era per invitare le richiedenti a fare una ricerca su google e vedere che essere “blogger” è ben altro.
Una vera campagna pubblicitaria coi social media nel 2015, non si fa con 4 foto scattate con il cellulare e due righe in cui si parla del prodotto. Chi dice il contrario non sa di cosa parla.
Ha idea di come funzioni google? Di quali le statistiche dei suoi account? Come seleziona e coccola chi la segue? E no, per coccola non intendo uno scambio di link.
Per cui la ringrazio, ma, come le dicevo, non sono interessata.
Grazie
 Eta
PS: Lo dice lei sul gruppo FB o devo dirlo io?
Credo che il fantomatico post sul gruppo Facebook dei “campioncini” alla fine qualcuno l’abbia fatto davvero, perché pian piano le richieste hanno iniziato a diradarsi e la situazione è tornata sotto controllo.
Ma davvero là fuori c’è gente che si svilisce per così poco?
Davvero una che gestisce una pagina Facebook si sente blogger?

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