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SMWMln – Qualche considerazione personale

25 settembre 2011
Social Media Week Milan

E’ finita la Social Media Week a Milano e visto che ho seguito parecchi eventi, vorrei stilare qualche considerazione personale. Parto dicendo che è stata la seconda edizione ed io ho assistito ad entrambe.

Organizzazione

L’anno scorso il successo dell’iniziativa aveva preso di sorpresa un po’ tutti, persino gli organizzatori: se n’era parlato parecchio soprattutto nei media tradizionali, ed in Italia si sa, il successo di un evento, anche incentrato sul digitale, lo fanno loro.

La seconda edizione è passata, sotto questo punto di vista, un po’ in sordina, non riscuotendo servizi televisivi ed articoli su quotidiani, ma rimediando appena un accenno su quel che resta di Nòva. Credo che gli organizzatori dessero per scontata la copertura giornalistica vista la presenza tra gli sponsor attivi del Corriere della Sera e l’argomento di molti incontri sul futuro dell’editoria e del giornalismo online. Un chiaro errore di valutazione. Peccato, avrebbe meritato di più.

Purtroppo però c’è stata pochissima copertura dell’evento anche online. A mio personalissimo giudizio si è avuta, online, una certa disorganizzazione che è passata dal creare un sito alternativo a quello globale della Social Media Week, chiamandolo e-festival, all’idea di racchiuderne in un unico evento tre: SMW, e-festival e Startup Festival. Questo ha creato tantissima confusione nel trovare gli eventi in programma, gli update, le informazioni e pure, paradossalmente nell’utilizzo di hashtag univoci! C’era gente che twittava con #corrieresmw con #efestival con #smw e con #smwmln senza poi parlare dei tag introdotti per ciascun evento: davvero troppa confusione.

Se poi si aggiunge che sul programma cartaceo era impossibile sapere che speaker erano presenti e che nell’iscrizione a ciascun evento, pur dovendo iscriversi al sito madre, bisognava passare da eventbrite che poi innondava la casella di posta di reminder ed email, beh il quadro non è rassicurante. [Iscrizione che poi in molti eventi non veniva neppure controllata!]

 

Eventi

Ma parliamo dei vari eventi.

L’apertura, “L’informazione prêt-à-porter”, al Corriere della Sera, doveva essere un’occasione per parlare di come i media cambiano con il digitale e l’avvento dei social network.

Il risultato credo sia stato il peggiore di tutta la Social Media Week: un moderatore non preparato e non interessato al mondo digitale (mitico il momento di ludibrio in cui si è vantato di non saper cambiare il proprio avatar su Twitter) non è riuscito a porre domande incalzanti ma si è limitato a lasciar fare a ciascun panelist un marchettone sul proprio giornale/business, senza ribattere ed evitando clamorosamente ogni interazione con il digitale che in sala incalzava con domande e commenti su Twitter. Una Gabanelli in piena modalità puntata-contro-Facebook, un Sofri lanciato, unico conoscitore reale dell’argomento e un parterre di grandi nomi che alla fine si è trovato a discutere di come la TV abbia più mezzi per ripagare il giornalismo d’inchiesta del web.

Gli altri eventi, non so… a parte alcuni che mi hanno veramente appassionata (la 27ma ora, sempre al corriere ad esempio), sugli altri ho notato un’incredibile mancanza di chiarezza espositiva. Mi spiego meglio: interventi troppo banali e troppo ad alto livello per parlare ad una platea di esperti del settore e troppo di nicchia per essere aperti al grande pubblico digiuno di web.

Ma soprattutto… pochissimi degli speaker erano veri utilizzatori del web, la maggior parte ci ha fatto un giro, si è aperto un account twitter (forse perché gli han detto che fa tanto 2.0), ha seguito 10 account di feed rss e ha deciso di esserne un esperto e di poterne discettare in pubblico.

Tante, troppe marchettone chiare ed evidenti che in qualche modo hanno reso meno credibili anche gli eventi più interessanti.

In assoluto una mancanza di preparazione nei moderatori che non solo non facevano rispettare i tempi (non credo di aver assistito ad un solo evento iniziato in orario), ma che non erano nemmeno in grado di cogliere gli assist fatti dai panelist.

 

Conclusioni personali

Forse mi aspettavo di più io, forse oramai sono stufa di chi si improvvisa professionista del web, non lo so, però mi aspettavo più gioventù (e non in platea dove c’era sempre), un po’ di umiltà e la voglia di condividere davvero qualcosa. Mi aspettavo un po’ più di web in un evento che doveva parlarne.

 

Secondo me una grande occasione mancata.

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